Realtà Virtuale e Realtà Aumentata nel Marketing

La Realtà Virtuale (VR) è sempre stata una fonte d’ispirazione e di curiosità per l’uomo.
Nella letteratura ad esempio William Gibson e Philip K. Dick hanno costruito interi filoni cyberpunk a riguardo, mentre nel cinema il tema è presente soprattutto dalla fine degli anni ottanta ai primi anni duemila con opere quali Tron, Il tagliaerbe, Existenz, Matrix e Johnny Mnemonic.
Con il miglioramento della tecnologia iniziano ad apparire anche i primi usi pratici: le prime ricostruzioni virtuali in replica dei siti archeologici, lo sviluppo dei programmi d’addestramento per le esercitazioni militari e alcuni titoli VR sviluppati per le console gaming.

E’ possibile portare questo trend sviluppandone le peculiarità nel marketing?

Per saperlo dobbiamo prima capire e approfondire i meccanismi su cui si basa la realtà virtuale.

Indice dei contenuti

Che cosa è la Realtà Virtuale

La Virtual Reality è una simulazione elettronica dove la persona può interagire (con uno o più sensi) con l’ambiente tridimensionale che la circonda tramite strumenti indossabili quali visori ottici, caschi, auricolari, guanti e tute.
L’esperienza immersiva sarà direttamente proporzionale alla qualità del software e dell’hardware utilizzato.

tuta realtà virtuale
© J. Adam Fenster (University of Rochester)

Qualche cenno di storia

Seppur il concetto di Realtà Virtuale stimola ambientazioni futuristiche in verità esiste dal 1940 e nel 1962 ci fu il primo prototipo ad opera di Morton Heilig.
Anche se oggi la Virtual Reality è legata ai computer Heilig creò invece un prototipo meccanico: un apparecchio multisensoriale per il cinema a cui diede nome di Sensorama.
La sua invenzione era in grado di:

  • immergere la persona con immagini 3D e audio stereofonico,
  • poteva simulare il vento e diffondere odori,
  • creare vibrazioni e sensazioni di ondeggiamento del corpo.

Qualche anno dopo fu sviluppato il primo visore ad opera di Ivan Sutherland (con grafica solo in Wireframe) e poi con il raffinarsi della tecnologia seguirono dei modelli sempre migliori e variegati fino ad arrivare ai giorni odierni con modelli di visori a 8K.

sensorama
Immagine tratta dal brevetto di Sensorama

Realtà Simulata (SR) e Realtà Aumentata (AR)

La Realtà Simulata differisce dalla VR perché presuppone che questa  possa essere riprodotta in maniera indistinguibile da quella vera.
Quindi mentre nella Realtà Virtuale una persona è sempre conscia di farne parte in quella simulata potrebbe perdere lo stato di coscienza non sapendo più quale sia quella “giusta” dando adito a implicazioni filosofiche e religiose.

La Realtà Aumentata (Augmented Reality) non può essere considerata una Realtà Virtuale, anche se sono affini, in quanto inizia dall’ambiente reale per sovrapporgli degli elementi digitali mediante l’utilizzo di alcuni dispositivi predisposti come smartphone e occhiali AR.
Nel caso dello smartphone usando un software specifico, la geolocalizzazione e la fotocamera del device si andranno a pescare le informazioni virtuali presenti in un determinato punto.
Un esempio di un caso che ha avuto grande risonanza mediatica negli ultimi anni è il gioco Pokemon go, dove il giocatore deve “catturare” e collezionare più Pokemon possibili tra le strade della città e nei punti più disparati.

pokemon go realtà aumentata

Applicazioni nel marketing della Realtà Virtuale e della Realtà Aumentata

Visto il funzionamento e gli sterminati campi d’applicazione la Realtà Virtuale e quella Aumentata posso entrare di diritto nel Marketing Esperienziale e nel migliorare la Brand Experience.
In fondo se ci pensi: esiste forse una formula migliore per far immergere completamente l’utente nelle idee dell’azienda?

I social media per rimane al passo coi tempi si sono attrezzati per supportare queste tecnologie sulle proprie piattaforme.
Inoltre in questi anni le interfacce hardware VR e AR stanno avendo una crescita esponenziale e hanno il vantaggio di adattarsi benissimo a molteplici settori d’applicazione: dal campo immobiliare ai videogame, dalle pubblicità al cinema e seppur possano ancora migliorare tantissimo già nel corso dei prossimi anni potrebbero diventare lo standard per molte campagne di marketing.

Grazie alla realtà virtuale e a quella aumentata possiamo ad oggi possiamo:

  • coinvolgere maggiormente il cliente velocizzando la fase di fidelizzazione e aumentando le conversioni;
  • organizzare dei tour virtuali per presentare un prodotto;
  • fare dei training in azienda;
  • promuovere cataloghi interattivi;
  • utilizzarle a scopo di puro intrattenimento;
  • valorizzare lo storytelling.

Da non sottovalutare quest’ultimo aspetto che si evolve grazie alla potenza di questa tecnologia nel Multidimensional Storytelling definito anche come la Narrativa 2.0 e in un momento storico dove lo smartphone la fa quasi da padrone e le transazioni sono moltissime ma dalla durata molto ridotta catturare l’attenzione dell’interlocutore è sempre più difficile ma d’obbligo.

Tanti esempi da cui prendere spunto

Per quanto riguarda il reparto audiovisivo la Rai ha dedicato il canale “Rai Cinema Channel Virtual Reality” ai contenuti fruibili in VR 3D con visione a 360 gradi.

La Pepsi invece, per promuovere la Pepsi Max,  ha sostituito il lato di una pensilina per la fermata di un bus con uno schermo nascosto con la tecnologia di realtà aumentata. Il risultato? Ammiralo qui!

Ancora: Ikea ha creato un catalogo virtuale che permette di provare i prodotti direttamente a casa prima di acquistarli.

Nel campo automobilistico molte marche offrono sul loro sito la possibilità di modificare la vettura selezionata per fare successivamente un tour virtuale e controllarne le modifiche e l’armonia d’insieme.

Sempre nel campo automotive: l’azienda cinese Futurus sta sviluppando dei parabrezza con interazione virtuale dove verranno proiettate molte informazioni utili al guidatore.

Perché ampliare il proprio piano di marketing con la Realtà Virtuale e la Realtà Aumentata?

Come abbiamo visto le applicazioni di queste tecnologie sono veramente interessanti e possono portare molti vantaggi se applicate al marketing.

Qualche considerazione:

  • Negli ultimi anni sono in costante crescita e suscitano curiosità nell’osservatore.
  • Creano un effetto wow nell’utente aumentando la brand experience.
  • Coinvolgono in maniera avvolgente la persona alimentando un ottimo marketing esperienziale.
  • Semplificano la gestione e la prova dei prodotti nella massima comodità (provare un divano direttamente da casa e proprio nel punto dove vogliamo, indossare un’intero catalogo di scarpe solo usando lo smartphone o provare tantissimi trucchi rapidamente e con la comodità di non doversi pulire ogni volta il viso).
  • Possono aiutare a snellire anche dei processi interni all’azienda (presentazioni, colloqui, training).
  • Possibilità di creare storytelling di grandissimo impatto emotivo.
  • E’ un plus rispetto ai competitor che non ne fanno uso.
  • Migliora la user experience e la percentuale di vendite.

 

Ti piace questa variante del marketing?

Non perderti i prossimi articoli sull’innovazione e sul marketing iscrivendoti alla newsletter.

E seguici anche sui canali social con il nostro marketing in pillole!

Fallo scoprire anche ai tuoi amici.

Share on facebook
Share on twitter
Share on linkedin
Share on whatsapp
Share on email
Share on telegram
Andrea Garofalo

Andrea Garofalo

Fervente appassionato del mondo digitale, di informatica, di tecnologia, di scrittura e delle arti visive cerco di portare queste passioni nel mio lavoro. Oggi continuo il mio percorso approfondendo le tematiche legate al Marketing Digitale collaborando con riviste del settore.
Brand Experience
Tipo di marketing esperienziale creato dal brand per influenzare emotivamente gli utenti.

Accedi

Non sei ancora iscritto? Registrati

Ora sei uno dei nostri!

Iscrizione effettuata con successo.